“Taco” («Trump always chickens out», cioè Trump si tira sempre indietro) è il nomignolo dato dagli americani alla politica commerciale di Donald Trump. E’ tuttavia Bruxelles, spinta da Paesi come Germania e Italia, che si sta piegando al bullo della Casa Bianca. Usa e Ue non hanno ancora raggiunto un accordo commerciale. Trump ha minacciato un aumento della sovrattassa universale dal 10% al 30%, ulteriore rispetto ai dazi settoriali su acciaio, alluminio (50%) e automobili e componentistica (25%). In risposta, l’Ue nicchia.
Soccombere al bullismo di Trump sugli scambi potrebbe tradursi in un suicidio politico per l’Europa. I Paesi europei non si presentano a questo interminabile negoziato compatti, ma come al solito divisi tra colombe e falchi, e le colombe, a partire da Italia e Germania, per ora prevalgono. Speriamo ancora per poco.
È una maggioranza a favore di una linea morbida, incline a piegarsi fino al punto di rottura, ad esempio favorendo le Big Tech allentando le regole digitali, che è probabilmente il vero obiettivo di Trump. È una genuflessione che equivarrebbe a un significativa disgregazione europea. La linea accomodante seguita finora potrebbe tradursi in un pessimo accordo in cui l’Ue accetterà dazi del 15% o addirittura del 20%. E sebbene i governi nazionalisti in Europa siano del tutto corresponsabili, capitalizzerebbero politicamente sul cattivo accordo, puntando il dito su Bruxelles. L’inclinazione dell’Europa verso il sovranismo populista sta indebolendo il continente. E così facendo rafforza quelle forze estremiste che, dietro al velo dell’interesse nazionale, minano gli interessi dell’Europa tutta. In modo ridicolo la genuflessa vassalla Meloni ancora si incaponisce a fare la pontiera tra Unione europea e USA, di fronte a risultati discutibili, pressoché inesistenti.

Sarebbe anche arrivato il momento di dire basta. A canaglia, canaglia e mezzo diceva Pertini.
E invece no, la destra al governo in italia e in Germania continua ad inchinarsi al tiranno d’ oltreoceano. A testa alta xò dicono, piuttosto a capo chino.
Il vuoto politico che regna sovrano in Europa capeggiato dalla CEO Ursula, sta rendendo l’Unione europea un continente vassallo e i suoi popoli figli di un dio minore, prostrati ad un alleato irriguardoso. Eppure l’Europa è una potenza commerciale e potrebbe percorrere varie strade: rispondere con dazi simmetrici al 30% su settori strategici degli USA: tecnologia e hardware (Apple e Big Tech), automotive (Tesla, Ford).E poi finalmente potrebbe aumentare la tassazione per le big tech USA.
E invece no, avanti a testa bassa e capo chino.
