Il 23 e il 24 gennaio il Senato ha approvato il Ddl Calderoli sull’autonomia differenziata.
Il disegno di legge che attua la cosiddetta “autonomia differenziata” , conferisce alle Regioni poteri legislativi, gestionali ed amministrativi in 23 materie, tali da condizionare pesantemente la vita e i diritti di cittadine e cittadine.
Senza informare la cittadinanza, con un patto di potere scellerato, verrà spezzettato tutto ciò che è pubblico : scuola ,sanità, infrastrutture, beni comuni e ambientali, contratti e condizioni di lavoro. In sostanza 21 scenari, anche burocratici diversi, un mostro giuridico senza precedenti.
L’unità giuridica, territoriale e culturale del Paese si dissolve in questo progetto politico perverso, che balcanizza il Paese.
La “secessione dei ricchi” , secondo la definizione di Gianfranco Viesti, in luogo di realizzare l’uguaglianza prescritta dalla Costituzione, istituzionalizza gli enormi divari economici e sociali esistenti tra le diverse realtà territoriali.
Ciò a scapito delle regioni del Sud, perchè il ddl penalizza le regioni più deboli e premia quelle più forti, accentuando le diseguaglianze: il presidente della CEI campana scrive:
L’Autonomia è l’eutanasia del Sud
Non è questa la riforma di cui il Paese aveva bisogno per modernizzarsi , andare incontro alle aspettative della cittadinanza e tutto il composito mondo del lavoro, anche dell’imprenditoria che si confronta con gli investitori esteri.
Si cancella la speranza di costruire un Paese finalmente degno dei principi costituzionali: una Repubblica una e Indivisibile, unita e solidale.
Il 16 marzo da Napoli è partito, forte e chiaro, un grido di dolore: una grande manifestazione per dire no all’Autonomia differenziata. Hanno partecipato studenti, lavoratori e intellettuali, associazioni, esponenti di partiti politici, il Coordinamento per il ritiro dell’AD.

Asimmetrie e disservizi penalizzanti per tutti/e
Tutti insieme per il Mezzogiorno, cancellato dal testo della Costituzione dalla Riforma del Titolo V, contro l’ingannevole narrazione dei Lep e dei residui fiscali.
Ora la lotta deve continuare alla Camera, ove le opposizioni potranno rendere tutt’altro che indolore il passaggio del Ddl Calderoli.
Perchè esiste e ruggisce un’Italia sana che non vuole privilegi: donne e uomini che chiedono scuole a tempo pieno, rispetto per i diritti delle donne, cui è negata l’emancipazione piena; cure territoriali per chi è costretto al turismo sanitario.


Grazie Fata
Un messaggio completo ,poche chiare parole ben usate
Grazie mille Franco ( tra l’altro una foto è la tua!)