L’orso sulla Terra che scotta

A gennaio nuovo record di caldo

La Terra supera per la prima volta 1,5 gradi di riscaldamento per 12 mesi consecutivi, annuncia dopo il nuovo record di gennaio l’Osservatorio europeo Copernicus

Orso che vaga su un iceberg 
fonte web
orso polare sull’iceberg

Quante volte abbiamo guardato inquieti e increduli le immagini di orsi che vagano negli oceani a bordo di frammenti di icebergs che si stanno sciogliendo, a causa dell’innalzamento della temperatura degli oceani

Ma la situazione è destinata a peggiorare, a gennaio è stato raggiunto un nuovo record di caldo.

Mai così bollente il primo mese dell’anno : l’Osservatorio europeo Copernicus annuncia che per la prima volta il pianeta ha superato la soglia di 1,5°C di riscaldamento in 12 mesi consecutivi rispetto all’era preindustriale

Il mese è stato caratterizzato da un’ondata di caldo in Sud America, con temperature record e incendi devastanti in Colombia e Cile e decine di morti nella regione di Valparaiso.

Nonostante alcuni episodi di freddo e precipitazioni talvolta abbondanti in alcune parti del globo, una temperatura eccezionalmente mite è stata registrata anche in Spagna e nel sud della Francia., come in alcune parti degli Stati Uniti, Canada, Africa, Medio Oriente e Asia centrale.

Nel periodo da febbraio 2023 a gennaio 2024, la temperatura globale dell’aria sulla superficie del pianeta del globo è stata di 1,52°C più alta rispetto al periodo 1850-1900.

Secondo il direttore degli studi sugli impatti climatici presso l’ufficio nazionale della British Meteorology Richard Betts, ciò non implica automaticamente che è stata superata la soglia di 1,5°C fissata a Parigi nel 2015, per cercare di fermare il riscaldamento globale e le sue conseguenze.

Infatti, per oltrepassare il limite di 1,5°C occorrerebbe oltrepassarlo stabilmente per diversi decenni.

Si tratta però di un avvertimento su quanto sia urgente un’azione per limitare il cambiamento climatico.

Un segnale allarmante  “per dire all’umanità che ci stiamo avvicinando al limite di 1,5 gradi più velocemente del previsto“, sottolinea Johan Rockström del Potsdam Institute for Climate Impact Research.

Gli oceani

Anche la superficie degli oceani si sta surriscaldando, con un nuovo record a gennaio di 20,97°C di temperatura media.

Nel Pacifico equatoriale infatti rallenta il fenomeno climatico El Niño, che normalmente dovrebbe contribuire ad abbassare un po’ la colonnina di mercurio.

A metà gennaio, l’Organizzazione meteorologica mondiale e la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) hanno già avvertito che il 2024 potrebbe bettere il caldo record stabilito lo scorso anno.

Secondo la NOAA, esiste una probabilità su tre che il 2024 sarà più caldo del 2023 e una probabilità del 99% che si collocherà tra i cinque anni più caldi della storia.

L’unico modo per fermare l’aumento delle temperature globali consiste in una rapida riduzione delle emissioni di gas serra, accelerando su fonti rinnovabili e transizione ecologica.

Sperando che gli orsi e gli altri animali che popolano i Poli ritrovino il loro habitat.

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