Anche stavolta è no

Non sono d’accordo con l’idea che la nostra Costituzione sia intoccabile. Certamente va”custodita” e tutelata , ma non apoditticamente. Essa è dinamica e i padri Costituzione hanno progettato l’art.138 proprio per riformare. Ma lo sbilanciamento dei poteri che si creerebbe approvando la riforma Nordio ne comprometterebbe l’equilibrio. Infatti, non di riforma della giustizia si tratta, ma di riforma dell’ordine giurisdizionale, di un intervento punitivo contro i magistrati che operano come un ” plotone d’esecuzione” , come ha enunciato la magistrata fuori ruolo, attuale capa di Gabinetto del Ministero giustizia, Giusy Bartolozzi .

Il CSM non è una tombola: la riforma del CSM prevede che una parte dei membri laici sia estratta a sorte da una lista di nomi preventivamente selezionata dal Parlamento, una procedura definita “sorteggio temperato” per mantenere il controllo politico sulla scelta. E così ciao ciao all’indipendenza del giudice.

E non è vero che si tratta di un’espressione di voto nel merito. Meloni l’ha politicizzata dal primo momento, scagliandosi su ogni avvenimento di cronaca giudiziario per screditare i magistrati.

Sono dell’avviso che l’ordinamento dei magistrati vada modificato. Programmando un’ avanzamento carriera non automatico, ma che preveda una rigorosa valutazione di professionalità e che tenga conto di eventuali sanzioni disciplinari. Ma basterebbe una legge ordinaria, non c’è bisogno di scomodare i nostri padri costituenti. La campagna referendaria è stata una favorevole occasione per le toghe per uscire dai palazzi , per confrontarsi con i cittadini, per lacerare il velo che spesso occulta il potere giudiziario. Una connessione che può senz’altro migliorare, perseverando.

E quindi anche stavolta è no

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