15-17 ottobre: Napoli per 3 giorni capitale del mediterraneo alla XI edizione dei Dialoghi Mediterranei – MED Dialogues, coordinata dall’ISPI, inaugurata oggi nella cornice delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione di Napoli.
Momenti di dialogo tra tutti gli attori sulle due sponde del Mediterraneo, i 22 Paesi che si affacciano sul Mare nostrum, con l’ambizione che diventi ” un mare di prossimità “.
A pochi giorni dagli accordi di Sharm el Sheikh, da Napoli parte un appello all’Unione europea e alla comunità internazionale per un impegno solido e continuativo nel difficile cammino intrapreso, incerto e nebuloso, in una regione instabile e martoriata.

Dalla splendida cornice di Palazzo Reale, potente è risuonata la voce delle donne islamiche, molto più forte di quello che noi possiamo immaginare, in un clima ravvivato dalla speranza del cessate il fuoco per ribadire l’impegno a favore di una de-escalaton già sancito a Sharm El-Sheikh nell’accordo firmato il 13 ottobre .
Intervenendo alla conferenza, la ministra degli Esteri palestinese Varsen Aghabekian Shahin ha precisato: “Serve un cessate il fuoco sostenibile che consenta all’Autorità nazionale palestinese di realizzare il piano di pace, con il sostegno dei Paesi arabi e della comunità internazionale”. Dello stesso tenore l’intervento della consigliera per il Ministro degli esteri dell’Arabia Saudita Manal Radwan , che ha evidenziato che nessuna normalizzazione dei rapporti con Israele può prescindere dal riconoscimento del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e alla fondazione di una Stato palestinese. Perché la pace sia possibile, i palestinesi devono avere una casa e un’identità indipendente.

Il ruolo dei Paesi del Gulf Cooperation Council (GCC) nei conflitti regionali
Dalle iniziative di mediazione all’impegno umanitario, i paesi del CCG hanno svolto un ruolo di primo piano nell’affrontare le crisi che hanno scosso la regione MENA (Middle East and North Africa -Medio Oriente e Nord Africa) negli ultimi anni. Più volte, le monarchie del Golfo hanno dimostrato la loro capacità di navigare tra le tensioni regionali, espandendo le relazioni politiche, commerciali e tecnologiche con partner vecchi e nuovi. spinta dei regionalismo
Tuttavia, la guerra tra Israele e Iran e il protrarsi del conflitto a Gaza hanno messo direttamente gli Stati del CCG sulla linea del fuoco, con implicazioni di vasta portata per le loro strategie di sicurezza nazionale e i loro programmi economici. Le monarchie del Golfo percepiscono i drastici cambiamenti che la regione MENA sta attualmente vivendo, mettendo in atto nuove strategie che contemplano anche la cooperazione con l’UE. Con la prospettiva di nuovi partenariati politici ed economici e la ristrutturazione delle relazioni diplomatiche.
Ma adesso al centro delle preoccupazioni c’è la Striscia, e l’urgenza di arrestare la carneficina e di tirare un popolo fuori dalle macerie.
