Margini di futuro, lembi stracciati rubati alle onde di malinconia
Si rinnovano le promesse, è vero
ma hanno una voce esangue, quasi irrisolta
Porgimi la tua mano
Ci rintaniamo altrove
E’ buio qui, nel cratere in fiamme, dove la multiforme coscienza antica riposa tra i tormenti
E’ bello, come quello dove nascemmo e dove le nostre ossa si poseranno
Che fai ancora qui?
Mi guardi, non sai cosa dire
le parole si congelano in un silenzio denso
Srotolare i lembi
oppure rinchiuderli per sempre nel perimetro sacro ed inviolabile della memoria?
Risalimmo, e il cielo ci vinse .
